Hai un’attività commerciale e hai paura del telefono?

Beh…io la metterei in un modo diverso, ossia “Hai un telefono e hai paura di vendere, cioè di entrare in contatto con le persone?”.

Infatti è questa la sfida per chiunque voglia fare un’attività commerciale, cioè vincere la paura

di entrare in contatto con persone sconosciute e proporgli ciò che hai da vendere o ciò che loro cercano! La paura di vendere, come la paura di parlare in pubblico è ai primi posti in classifica per la maggior parte delle persone!

Si ha paura di apparire stupidi, di sentirsi imbarazzati se ti viene chiesto qualcosa che non sai, magari di dimenticarsi ciò che si deve chiedere e soprattutto si ha pura di sentirsi dire no! Guardando il telefono e il nominativo da chiamare si fanno 1.000 presupposizioni su quello che potrà accadere durante la telefonata e più ci si pensa, più queste fantasie, se supportate dalla paura, generano ansia, frustrazione e paralisi!

Razionalmente sappiamo che prendere in mano il telefono è la cosa migliore e che ci da più possibilità di chiudere la vendita, ma la nostra vocina interna (stramaledetta quando è negativa) ci dice tutto quello che può per demotivarci, per indurci a non farlo. Ci dice delle cose tipo “e se ti chiede qualcosa che non sai che figuraccia fai?”…”cosa lo chiami a fare, tanto sai che è un perditempo, uno che vuole solo informazioni e poi prenota nell’agenzia sotto casa”….”non chiamarlo, sarà sicuramente occupato e ti tratterà male per averlo disturbato”…e avanti così con un’infinità di giustificazioni. Più passa il tempo, senza prendere in mano la cornetta, più si cominica a sudare, lo stomaco si chiude e più si sta veramente male, ci si paralizza letteralmente, fino a che si decide di liberarsi di questo peso e gli si risponde via email o addirittura lo si cestina, senza nemmeno provarci! Risultato? Vendita persa senza nemmeno averci provato! Magari dall’altra parte del filo c’era uno con le valige in mano, pronto a partire, ma non lo sapremo mai!

I Promotori Evolution Travel hanno un vantaggio enorme, rispetto ad altre attività commerciali in cui si deve vendere “a freddo” (telefonare a nominativi che non sanno che li stai chiamando e non interessati minimamente al prodotto. L’interesse glie lo devi creare da zero!). Il vantaggio enorme è che sono i potenziali clienti a contattare i Promotori Evolution Travel e sono loro che, paradossalmente, creano l’interesse al Promotore, dicendogli fra le righe “Ehi, qui c’è uno che vuole spedere dei soldi per un viaggio, chiamami e consigliami!”! Se questi potenziali clienti fanno un buon lavoro, creano al Promotore il giusto interesse, a tal punto di convincerlo a prendere in mano la cornetta e chiamarlo e il gioco è fatto, si parte per le vacanze! Se, invece, il potenziale cliente va di fretta, si propone male, non fornisce abbastanza elementi per non essere classificato un perditempo, le sue chanches di essere chiamato si riducono a zero o quasi! Non voglio generalizzare, ma purtroppo per una parte dei Promotori è così, per la maggior parte, invece, fortunatamente è esattamente il contrario: sono i Promotori Evolution Travel che chiamano il cliente! Attenzione, questo vale per qualsiasi altra attività commerciale, andate in un negozio qualsiasi e a volte siete voi che dovete convincere il negoziante a vendervi quello che cercate! A volte questa si chiama paura, altre volte ha un altro nome…! Chissà perchè a mano a mano che le cose diventano più comode, si fa sempre più fatica a farle!! Secondo me è solo una questione di disciplina e forza di volontà (palle e fame)!

Torniamo al concetto di paura: in un periodo diffcile della mia vita

, 17 anni fa, per riuscire a vivere, ho dovuto vendere porta a porta detersivi. Si, ero uno col borsone in spalla, suonavo circa 200 campanelli al giorno ed ero anche uno dei pochi bianchi della squadra, insieme a Mioara, la mia compagna! Paura? Si, all’inizio avevo una paura folle, i primi giorni quando mi accompagnavano in furgone, insieme agli altri, nelle varie zone da battere a tappeto, mi tremavano le gambe, grondavo di sudore freddo, lo stomaco era completamente chiuso, mi veniva quasi da vomitare e la mia vocina interna mi diceva “ma che stai facendo? Sei pazzo? Vedrai, la gente di tratterà male, li vai a disturbare, ti insulteranno e se trovi qualcuno che conosci che figura ci fai?”. Per fortuna la mia parte razionale rispondeva a tono a questa vocina del caz.. che mi parlava da dentro e che cercava di frenarmi, di dissuadermi, come se fosse lei a darmi da mangiare!! Ricordo perfettamente il primo campanello, ero un fiume di sudore, tremavo e il cuore batteva all’impazzata. Gli occhi puntavano il campanello di una bifamiliare con giardino, una siepe nascondeva parte della casa, dentro non vedevo movimento, ero praticamente paralizzato e la mia vocina interna sfornava un milione di motivi al secondo per farmi desistere, addirittura mi diceva “Questa è la casa di un serial killer di venditori porta a porta, entra, sarai ucciso e segato in 1000 pezzi”. C’è da dire che all’epoca guardavo parecchi film dell’horror e, ancora peggio, parecchi telegiornali! Non so come, ero in tranche, ma ad un certo punto, con mia grande sorpresa, ho visto il braccio alzarsi con l’indice della mano teso andare verso il campanello, quando all’improvviso, ancor prima di pigiare sul campanello, spunta dalla siepe una distinta signora sui 60 anni e con un sorriso radioso mi dice “Giovanotto posso fare qualcosa per lei?”. Al che, dopo un mega spavento iniziale, tutte le mie paure erano sparite in un lampo e cominciai ad interloquire con quella deliziosa signora che, in quel momento, vedevo come l’Arcangelo Gabriele venuto sulla Terra per salvarmi! Pur essendo ben preparato sul prodotto da vendere e pronto a fare delle dimostrazioni pratiche di pulizia sui pavimenti e finestre, la maggior parte del tempo, in quella casa, l’ho passato ad ascoltare questa signora che probabilmente nessuno ascoltava da tanto tempo. Avevo un borsa con 10 confezioni, per ogni confezione guadagnavo 5.000 delle vecchie lire. Sai quante confezioni ho venduto a questa signora? L’intera borsa, anzi è stata lei a comprarla, perchè io sono stato tutto il tempo ad ascoltarla! Alla fine mi ha pure ringraziato e pregato di tornare a trovarla, perchè al supermercato mai nessuno l’aveva ascoltata come ho fatto io! Beh..a quel punto avevo rotto il ghiaccio nel migliore dei modi e soprattutto potevo dire alla mia vocina interna “Visto che quelle che mi dicevi erano tutte stronzate? Cara vocina, adesso hai due possibilità o stare zitta o darmi una mano dandomi ancora più coraggio!”. Certo qualcuno potrà pensare che sono stato fortunato nel trovare al primo campanello una signora di questo tipo e in parte è vero, ma la fortuna non c’entra nulla con la decisone di salire su quel furgone!!! In seguito suonare campanelli era diventata un’abitudine e alla paura si era sostituito l’entusiasmo di ricevere in contanti ogni sera circa 200.000 lire, che per quei tempi rappresentavano una bella somma! Sia chiaro che non è mai stato facile, soprattutto quando dovevo schivare un bel po’ di pomodori e altri oggetti lanciati nella mia direzione da parte di potenziali clienti un po’ innervositi. Oppure quando mi sono trovato in una casa con uno che mi ha fatto vedere la pistola sul comodino, facendomi capire che il suo campanello non doveva più essere suonato da me (se mi capitava questo al posto della prima gentile signora, la mia carriera di venditore sarebbe, forse, stata stroncata per sempre)!

Oggi, in un’attività come quella di Evolution Travel  il Web rappresenta quel furgone che usavo io una volta, con la differenza che oggi trasposta i clienti da noi e sono loro a suonare il nostro campanello per chiederci di vendergli ciò che gli serve e mi viene da ridere quando sento che fra questi ci sarebbero dei perditempo!! In realtà penso che siamo noi, molte volte, a far perdere loro del tempo prezioso! Comunque, anche se il web e il telefono ti mettono al sicuro da pomodori e possibili pistolettate, c’è sempre in agguato la paura! Paura di essere rifiutati, di perdere tempo, di non essere all’altezza, ecc…!

Come si vince la paura? Nel modo più banale e semplice, talmente semplice da non essere preso nemmeno in considerazione, ossia con l’AZIONE!!! Alza quel braccio e afferra il telefono e digita il numero. E più velocemente lo si fa, senza pensarci, meno paura si prova, anzi più lo si fa, più diventa un’abitudine! Naturalmente vendere è l’unico lavoro al mondo in cui si è pagati per sentirsi dire NO la maggior parte del tempo! Bisogna essere preparati a questo!

Si, la chiave del successo è la preparazione, tu sei preparato? Se non ti senti sicuro, se non hai fiducia in te stesso, vuol dire che non sei preparato sufficientemente e allora PREPARATI per bene e AGISCI! Leggi libri sulla vendita, guardati dei videocorsi, frequenta chi sa già vendere e fai esattamente ciò che queste persone fanno!

E’ così semplice da non sembrare vero? E’ questo che stai pensando in questo momento? Fermati un attimo e pensaci bene, chi è che te lo sta dicendo? E’ forse la tua vocina interna? Eh eh eh..:) eh sì, è proprio lei e allora dalle anche tu due possibilità: “Cara vocina o te ne stai zitta e muta o mi dai una mano e mi aiuti ad aver coraggio”!

Se hai un’attività commerciale devi prepararti bene, leggi libri, segui videocorsi e corsi dal vivo, frequenta persone che ottengono risultati! Oggi il mercato è molto competitivo e devi essere preparato! Hai idea della preparazione che un tennista deve seguire per andare a fare una torneo? La sua attività è il tennis, la tua è un’altra, ma è sempre un’attività e la vita, che piaccia oppure no, è una continua competizione: se provi passione per ciò che fai ti sarà facile e ti divertirai!

Preparati e agisci, agisci e preparati! L’azione e la preparazione vincono sempre sull’inerzia!

Nessuna frase più vera di quella di J.W. Goethe: “Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non c’era più nessuno!”

  21Commenti

  1. Federico Rizzo   •  

    ci sei tornato dalla signora^

  2. Luca Baldisserotto   •     Autore

    Certo e mi ha anche presentato i vicini di casa, ne è valsa la pena:)

  3. Valeria   •  

    Beh Luca rispetot la tua opinione ma converrai che è difficile considerare come cliente prospect chi non mette il telefono oppure indica quello di uno sconosciuto…

  4. Luca Baldisserotto   •     Autore

    in questo caso concordo valeria, non avere il numero di telefono è come non avere un campanello da suonare! 🙂

  5. Annamaria   •  

    L’ho letto partendo dalla fine il tuo post e mi piaciuto tanto che sono arrivata all’inizio leggendo attentamente, (ma io ho il vizio di sfogliare libri e riviste partendo dall’ultima pagina..)
    Luca non c’è paura, anche perchè spesso sono i clienti a telefonare..quindi prima o poi ti trovi ad impattare con il momento giusto e il gioco è fatto, come tu dici.
    Penso sempre piu’ fermamente che questo è un serio lavoro che non puoi prendere e lasciare secondo i ritagli di tempo, non funziona, almeno per me; non risco ad essere x fino alle 20,00 e dalle 20,01 essere y. Allora si che ti assale il dubbio di non essere preparata, di non aver telefonato negli orari indciati dal cliente, di non avere la tranquillità per svolgere correttamente il lavoro oltre ad essere molto stanca. C’è soluzione anche a questo?

  6. Luca Baldisserotto   •     Autore

    Quando dici che “ti assale il dubbio..” equivale a dire che ti assale la paura, la quale ha varie forme! Quando dici che per te non funziona il part time, per te hai sicuramente ragione: di parere opposto è il promotore che guadagna di più in Evolution Travel (circa 100.000 euro, il quale lo fa part time..
    Se fossi in te non cercherei la soluzione sul concetto paura o part time, ma su cosa ti emoziona fare! Cosa tu vuoi veramente fare nella vita/lavoro dovrebbe coincidere con ciò che più ti emoziona e dedicarci la tua mente e cuore al 100%. Il corpo di quel promotore che, attualmente, guadagna più di tutti è disponibile solo part time, ma il suo cuore e la sua mente sono full time con quello che gli fa provare le emozioni più vive, più coinvolgenti! Evolution Travel è per lui solo un mezzo che riesce a portarlo a vivere le emozioni volute!

    Ti serve tempo, tranquillità, preparazione, energia? Questi sono solo dettagli, se hai ben chiaro cosa vuoi! La domanda “cosa vuoi?” mi rendo conto che sia una domanda “posta male”, praticamente tutti non sanno veramente cosa vogliono, quindi mi piace riformularla in modo diverso: “Cosa ti emoziona? Cosa ti appassiona?”. Ecco la soluzione è darsi una risposta sincera a questa domanda, tutto il resto vien da sè! 🙂

  7. Annamaria   •  

    Mi ha emozionata non tanto l’idea di guadagnare soldi, ma quella di entrare in contatto con le persone ed essere un tramite per la realizzazione di piccoli sogni o attimi di vita comunque importanti, tant’è che mi gratifica ricevere un grazie anche da chi non acquista. Non mi emoziona e non mi serve perdere tempo, ore di vita mia, con chi non ha nemmeno l’attenzione di risponderti o cumunque spese male; per far si che ciò avvenga devi comunque essere il primo a muovere i passi giusti e sono a disagio quando non riesco a fare questo. Purtroppo non ho un part-time, magari… ho un vero lavoro a tempo pieno che, dopo attenta riflessione non mi sento di trascurare anche per rispetto di quelli ripongono fiducia in me.
    Sono soltanto delle considerazioni, non sto dicendo che “rinuncio” non sono il tipo….

  8. Luca Baldisserotto   •     Autore

    Infatti i soldi non c’entrano, anzi chi si focalizza su quelli, di solito non ottiene risultati. I soldi sono una conseguenza di ciò che ami fare. Sarei curioso di sapere, magari me lo dirai la prima volta che ci incontreremo, se l’attuale lavoro che svolgi lo fai perchè lo ami, ti emoziona e ti appassiona oppure perchè ti senti vincolata da un rapporto di fiducia/riconoscenza. Puoi anche dirmi che non sono affari miei e non posso fare altro che concordare! 🙂

  9. mario   •  

    Ciao Luca ,buona sera a tutti,carissimi colleghi;la domanda che mi pongo spesso dopo aver presentato decine di proposte ed aver fatto altrettante telefonate senza avere un riscontro positivo è la seguente: “ma chi me lo fa fare”,condiderando anche il fatto che tantissimi non hanno alcuna fiducia di chi ti parla solo al telefono senza poterti guardare in faccia ; poi quando mi arriva una richiesta…. sono li prontissimo a digitare il numero del potenziale cliente per capire di cosa abbia realmente bisogno e non mi chiedo se è o non è un perditempo ma semplicemente una persona che ha bisogno di una consulenza che però tutto sommato ha i suoi bei costi(pubblicità, telefono e costi di gestione).Forse sbaglio?

  10. mario   •  

    ciao luca , mi riferisco sia alla paura di contattare le persone che alla discussione aperta sul forum promotori sulle fee per lo sviluppo dei preventivi.

  11. Luca Baldisserotto   •     Autore

    Sulla paura c’è l’articolo che ho scritto, è normale averla, ma anche altrettanto normale vincerla, sapendo come si fa! E per saperlo, bisogna essere disposti a voler imparare! Sul discorso preventivi/fee, nel forum riservato ai Promotori, è stata, messa la risposta ufficiale della sede, ciao a presto!

  12. Alessandro   •  

    Ciao Luca, l’articolo è sicuramente interessante e certe sensazioni da te descritte le ho provate anch’io nelle mie prime esperienze di vendita diretta (quando ancora ero vergine :-)). Nulla da dire sul fatto che per vincere la paura di una cosa, bisogna “semplicemente” farla!
    Purtroppo, però, devo dissentire sul fatto che non esistano clienti perditempo o che, addirittura, siamo noi Promotori a far perdere tempo prezioso a loro. Mi sono capitati innumerevoli casi (e tutt’ora ne tratto) di clienti che non mi hanno mai fornito un misero stralcio di risposta o un riferimento telefonico valido dove contattarli.
    Io non ho paura del telefono, io ho paura dei clienti di questo genere (che ti fanno perdere e non guadagnare…e non mi riferisco solo ai soldi, ma anche alla passione verso questo lavoro), ai quali devo dedicare (per quanto poco) tempo, denaro, passione, voglia,etc…insomma, tutte quelle componenti che ti danno soddisfazione quando le dedichi a chi si manifesta interessato alla tua consulenza (alla consulenza…non all’acquisto).
    Secondo te, come è possibile liberarsi della paura di questi clienti o addirittura di questa tipologia di clienti? Non credo che la risposta ufficiale della Sede sulla fee del preventivo, visto che per filosofia ET la consulenza deve (per certi aspetti giustamente) essere gratuita, sia la risposta a questo quesito…
    Quale pensiero hai riguardo a questo argomento? Ti ringrazio fin d’ora della risposta. Ciao 😉

  13. Luca Baldisserotto   •     Autore

    Ciao Alessandro, sempre di paura si tratta e finchè ce l’avrai tutte le tue azioni saranno limitate, è come camminare con una corda che ti tira all’indietro!

    Sai dove devi lavorare? Non su quello che tu vedi come un problema, ma su te stesso ed esattamente sul tuo atteggiamento! C’è gente che ha una paura perenne che l’indomani piova…ehmbè? Cosa ci si può fare se piove? Nulla, assolutamente nulla, quindi l’unico modo per avere lo stesso una “bella” giornata è lavorare sul nostro atteggiamento e trovare tutto quello che di buono c’è in una giornata di pioggia!

    Cosa possiamo fare con i perditempo? Nulla, assolutamente nulla, quindi personalmente, nonostante sappia che esistono (io stesso faccio perdere molto tempo ad un sacco di gente quando vado a fare compere, chi non lo fa?), preferisco pensare che non esistano e avere il giusto atteggiamento con chiunque! L’atteggiamento di uno che si aspetta che dietro ad una richiesta, una qualsiasi richiesta ci sia un milionario pronto a spendere i suoi soldi! Ti assicuro che questo atteggiamento paga: quante volte? Sicuramente una percentuale molto più bassa rispetto a coloro che non sono riuscito a convincere ad acquistare! Non per questo permetto alla mia mente di avviare quel meccanismo automatico, chiamato “generalizzazione”, che classifica TUTTI nella stessa maniera, cioè come dei perdi tempo!
    Vendere vuol dire essere pagati per sentirsi dire “no” la maggior parte del tempo, perdi tempo oppure no!

    Vogliamo togliere dal modulo “richiesta informazioni” la dicitura “senza impegno”? Ok, tanto non cambierà nulla, lo so, perchè l’abbiamo già testato! Vogliamo rendere i campi obbligatori del telefono? Ok, tanto chi non te lo vuole dare scrive un numero a caso: lo so, perchè l’abbiamo già testato!

    Il mio consiglio è di smettere di perdere tempo nel pensare ai perdi tempo (scusa il gioco di parole) e di concentrarti su te stesso, di crescere per essere più grandi e forti del problema che al momento vedi come tale! Sparirà da solo!

    In che modo?

    Modificando l’atteggiamento, come spiegato sopra e poi facendo una delle cose più facili, cioè fatti dare due dritte dal tuo PRG non sul cosa sia giusto credere, ma sul cosa sia utile credere! Le convinzioni e l’atteggiamento di chi ha ottimi risultati sono sempre molto diversi da chi ne ottiene meno! Quindi, se si è consapevoli di questo, è facilissimo cambiare, basta FARLO!

    Troppo semplice? Beh..è proprio così, fallo!!! Ciao 🙂

  14. Alessandro   •  

    Ciao Luca, grazie della risposta.
    Seguirò il tuo consiglio delle “dritte” sul cosa sia utile credere: se “ingannare” la propria mente è un meccanismo che funziona, allora ben venga.
    Ricordo il tuo articolo che argomentava come, per risolvere un problema, sia necessario crescere personalmente in modo da rendersi più grandi di fronte allo stesso e riuscire così a risolverlo.
    In realtà io non ho “paura” dei perditempo, ho usato quel termine come un’allegoria e perchè richiamava il tuo post.
    Non ti nego, però, che io veda la loro presenza come una componente del lavoro assolutamente da affrontare e non da subire.
    Fortunatamente non generalizzo l’argomento, classificando tutti come tali: tanto più, ti confesso, che io continuo a credere che dietro ogni richiesta sia nascosta una potenziale vendita, altrimenti non proseguirei questo lavoro.
    Ti confesso anche che, nonostante tutti i test che avete già fatto (sicuramente prima che io approdassi in ET), credo che rendere obbligatori tutti i campi sensibili (come il numero di cell) unitamente a mettere MOLTO IN RISALTO che dietro al pc c’è una persona in carne e ossa che lavora gratis per il cliente, possa essere un’azione utile a LIMITARE l’opera dei perditempo.
    Ti faccio un esempio “spannometrico” di come la vedo io: apportando quelle piccole modifiche (a mia opinione personale), su 100 “perditempo” o “non convinti”, almeno la metà non inoltrerebbe la propria inutile richiesta, 40 metterebbero dati fasulli (non possiamo certo farci niente per evitarlo, succede già ora..), ma 10 compilerebbero correttamente il modulo richiesta dandomi modo di poterli contattare e capire chi c’è dall’altro capo del telefono (giocandomi così le carte della vendita). Il tempo risparmiato con quelle 50 richieste inutili non arrivate, sarebbe investito su quelle 10 da cui potrebbe essere ricavata qualche vendita (utile per me e per ET).
    Non so se riesco a trasferirti il mio pensiero in modo corretto: io non perdo tempo a pensare ai perditempo, ma perdo tempo dedicandomi alle loro richieste…tempo che preferirei investire su tutti gli altri clienti.
    Per il resto, devo ancora sviluppare molto lavoro su me stesso (non c’è dubbio), ma non mi spaventa farlo e lo sto già facendo indipendentemente da tutto e da ancor prima di entrare in ET. Quindi su questo punto trovi il mio totale accordo 🙂
    Ciao e buona giornata

  15. Luca Baldisserotto   •     Autore

    Ciao Alessandro Mori (ho aggiunto il cognome per motivi di indicizzazione su google 🙂 ), continuo il mio pensiero e ti ringtrazio dell’opportunità:

    Tutte le attuali soluzioni in Evolution Travel sono figlie della collaborazione di tutto il Network nel suo insieme (clienti, fornitori, promotori, sede). La “macchina” evolution travel viene messa a punto ogni giorno, come una formula 1, grazie ai feedback dei suoi “piloti”, cioè i promotori. Qui in sede è come essere ai box di un reparto corse, si studiano ogni giorno soluzioni e strategie per mettere nelle condizioni i piloti di performare sempre meglio! Il nostro punto di partenza nella raccolta feedback non sono i piloti che, al momento, performano meno, perchè sappiamo devono farsi la loro esperienza e pendere dimestichezza col mezzo. Attenzione: ovvio che ascoltiamo tutti anche i promotori nuovi e con meno esperienza, perchè ci sono trarre sempre spunti nuovi ed interessanti. I nostri principali riferimenti li abbiamo sulla fascia più alta di promotori, in termini di risultati! E oggi questa fascia è sempre più ampia! Il mio consiglio per gli altri (nota bene che tutti sono passati dallo start) è quello di concentrarsi ad ottenere, CON GLI STESSI MEZZI, i risultati di quelli di fascia alta (in termini di risultati) e diventarne parte!

    In poche parole, il tempo che uno spreca nel pensare e sperare di avere mezzi e strumenti diversi da quelli che attualmente ci sono, è tempo sottratto al riuscire ad ottenere, almeno, gli stessi risulati che i più performanti ottengono.

    Un pilota, a parità di macchina, prima ottiene un buon tempo sul giro o almeno discreto (non dico che debba essere Alonso) e poi pensa a fare modifiche.

    Hai fatto bene ad approfondire, perchè a questo punto ti consiglio, oltre all’atteggiamento di lavorare anche sul tuo focus, cioè poni l’attenzione, quindi il massimo delle tue energie, nella giusta direzione.

    La stessa direzione che molti hanno intrapreso e che oggi li ha portati ad avere i risultati che volevano!

    Per fortuna non siamo più all’anno zero in cui mancava qualsiasi riferimento o quasi, oggi ce ne sono e anche molti, basta volerli vedere e imitarli! Imitarli almeno fino al loro livello, poi uno, si focalizzerà sul fare sempre meglio e molte volte riuscirà a superere, quelli che all’inizio sono stati per lui un riferimento! Chiedilo ad esempio a Giorgio Quattrini!

    Nonotante ci siano persone che dicano che non serve leggere libri o seguire corsi di formazione (guarda caso persone che non hanno alcun risultato o quasi), se vuoi ti do qualche dritta in merito, anche via email, come vuoi!

    Io penso che una persona come te abbia tutte le qualità per riuscire ad ottenere ciò che vuole, a patto che tutte le energie siano indirizzate nella giusta direzione, senza riserve!

    Ciao 🙂

  16. Alessandro   •  

    Grazie Luca del tempo che mi hai dedicato. Per il cognome, non c’è problema..tanto si conosce chi scrive e chi no 😉
    Continuerò allora a focalizzarmi nella direzione che possa portarmi a migliorare sempre più i miei risultati (come dici tu) e a comunicare con la Sede quelle che sono le mie esperienze dirette, per dare il mio piccolo contributo al box del reparto corse ET 🙂
    Ciao e buona giornata

  17. Serena & Valentina   •  

    Ciao,
    mi ha colpito la frase di Alessandro “Seguirò il tuo consiglio delle “dritte” sul cosa sia utile credere: se “ingannare” la propria mente è un meccanismo che funziona, allora ben venga.”

    Secondo me non c’entra niente “l’ingannare”, semplicemente Alessandro, non dare importanza a questa cosa più di quanta ne abbia in realtà…perchè il tempo che ci dedichi è sottratto a qualcos’altro.

    Esistono i perditempo: Si…embè? Una volta catalogati come tali la cosa migliore è non curarsene più.

    Se lavoro 100 richieste e ne vendo 10 ho diverse scelte….riguardo le 90 non vendute per capire dove ho sbagliato oppure esamino le dieci venduto e cerco di capire le differenze rispetto alle altre…di certo non posso mettermi a pestare i piedi e dire che non voglio più clienti che non prenotano. Bisogna accettare anche quelli e, magari utilizzarli per migliorarci.

    La stanchezza/sconforto viene ogni tanto e, per combatterla l’unico modo è fare dei tentativi, confrontandoci con la sede per migliorare i forms di richiesta, le campagne pubblicitarie, ma prima di tutto dobbiamo fare esperimenti su noi stessi.
    Lo scorso maggio Valentina ed io avevamo tante richieste e pur essendo soddisfatte del fatturato non lo eravamo del rapporto vendite/preventivi; abbiamo provato facendo dei tentativi: io faccio il preventivo, tu chiami il cliente e viceversa, invece di fare come al solito che ognuna di noi seguiva il cliente dalla A alla Z; i risultati ci sono stati perchè la nostra percentuale di chiusure è passata dall’8% a quasi il 15% (con un picco nella mitica terza settimana di maggio del 20%). Sono esperimenti e, di sicuro ne rifaremo altri.
    Un saluto

  18. guendalina   •  

    Verissimo! Agire senza farsi troppi inutili pensieri è sempre la cosa migliore per far fronte alla paura, ai dubbi, a ciò che ci impedisce di procedere in quello che si sta facendo. E quando agisci e ottieni i risultati che volevi allora la soddisfazione è davvero grande e quello che prima sembrava un ostacolo insormontabile diventa una piccola difficoltà superata.
    Bellissimo post 🙂

  19. Maria Rosa   •  

    Ciao Luca, ciao a tutti, mi permetto di rispondere al post di Serena con una piccola precisazione.

    Serena, nel tuo post dici “di certo non posso mettermi a pestare i piedi e dire che non voglio più clienti che non prenotano”, e questo è verissimo! Vorrei solo precisare che i perditempo NON sono tutti i clienti che non prenotano. Ci mancherebbe altro!

    Se un cliente non prenota con me perché ha trovato altrove un’offerta più adatta alle sue esigenze, non è un perditempo. Se non prenota con me perché all’ultimo momento ha avuto un imprevisto che gli impedisce di prenotare, non è un perditempo (OK, c’è anche chi inventa imprevisti come scusa per defilarsi, ma in questo momento sto parlando di imprevisti veri). Se non prenota con me perché, pur avendone avuto la possibilità, non sono riuscita a infondergli la necessaria fiducia, non è un perditempo. E potrei andare avanti per ore.

    Chi sono, allora, questi famigerati perditempo? Quelli che non mi danno la minima possibilità nemmeno di provare a vendere il prodotto, perché tanto sanno già di non avere la minima intenzione di acquistarlo (non da me e magari nemmeno da altri). Quelli che, quando li chiamo al telefono (dopo avergli magari riempito la casella di preventivi), nemmeno ricordano di avermi mai chiesto qualcosa. Quelli che, quando sono loro a chiamarmi magari alle ore più impensate, per paura di compromettersi (?!) dimenticano le più elementari norme della buona educazione rifiutandosi di dirmi persino il loro nome di battesimo. Quelli che, quando chiedo loro un riscontro ai preventivi che hanno in mano, rispondono… senza una parola, ma con una nuova richiesta, facendomi sentire una macchinetta invece che un essere umano. In breve, come ha già detto Alessandro in un altro post, i perditempo sono quelli che rischiano di farmi perdere la passione per questo lavoro.

    Luca, non ricordo quando è stato fatto il test di togliere locuzioni come “senza impegno”, ricordo invece di averlo proposto più volte e di essermelo sempre visto negare (parlo di quando facevo la promotrice a tempo pieno, con discreti risultati… e a questo proposito, se mi permetti una battuta di spirito, sarei curiosa di sapere qual è la soglia minima di risultati che un promotore deve raggiungere per sperare che le sue proposte vengano prese in considerazione 😉 ). In ogni caso, fermo restando tutto il discorso sul migliorare noi stessi (che condivido), penso che anche il modo in cui ci proponiamo abbia la sua importanza. Ad esempio, se noi promettiamo “informazioni” (senza specificare quali) e un visitatore ci chiede nome e numero di telefono della struttura per poter prenotare da sé… beh, non è che possiamo lamentarci più di tanto; in fondo sono informazioni anche quelle, no? 🙂 Ma se invece promettessimo un “preventivo”? Le parole sono importanti, e se lo sono quelle che noi diciamo ai clienti in fase di trattativa, non vedo perché non dovrebbero esserlo quelle con cui ci presentiamo a chi non ci conosce.

    Ciao e scusate per la lunghezza del post 🙂

  20. Luca Baldisserotto   •     Autore

    ciao maria rosa, la soglia minina è di 20.000 euro (chiaro, però come detto sopra, ascoltiamo tutti lo stesso, anche se con pesi diversi). Per il resto il concetto è di quanto vogliamo far cattutare la nostra attenzione dagli inevitabili perdi tempo, io neanche li considererei, ovviamente senza classificarli a priori: fare un primo filtro è una cosa veloce per un promotore, ma bisogna farlo con il massimo delle aspettative in positivo. In un giorno non si ricevono migliaia di richieste a testa, non è un processo che occupa più di tanto tempo, ciao 🙂

    p.s.
    tutto quello che si potrà fare per migliorare, sarà fatto!

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